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I Sorì Eroici ancora protagonisti al Salone del Vino di Torino

Anche quest’anno l’Associazione Comuni del Moscato ha scritto una pagina del suo cammino di promozione e di valorizzazione al Salone del Vino torinese, ancora una volta attraverso una masterclass che ha nuovamente mostrato il tutto esaurito: oltre 50 persone hanno potuto ascoltare la storia di questo sodalizio e il cammino storico dei Sori Eroici, oltre naturalmente alla voce dei produttori che hanno approfondito la degustazione dei loro Moscati. L’intervento iniziale di Luca Luigi Tosa ha ricordato come il progetto dedicato alla realtà di questi vigneti impervi ed eroici trasporti con sé una rete collaborativa che coinvolge istituzioni, università ed enti vari, e che rende protagonisti i vitivinicoltori quali principali attori e custodi di una realtà produttiva costruita secoli fa sui versanti a sud delle colline, valorizzata e certificata infine dal riconoscimento Unesco del 2014.

E gli eroi, i produttori di uve e di vino che si fregiano del marchio Sorì Eroici dal 2021, hanno portato a Torino con le loro bottiglie i gusti e gli aromi che sono espressione di quella tradizione e della grande qualità riconosciuta; cinque diversi Moscati provenienti da tre diverse zone del territorio delle Langhe, sono stati gli interpreti di una interessante masterclass che ha offerto ai partecipanti la possibilità di riconoscere una evoluzione olfattiva di questo vino e anche le diverse vinificazioni. L’Asti Extra Dry della cantina Pianbello, il Moscato Secco 2022 della Tojo Winery, e poi il Moscato Secco 2021 della cantina Quila, il Moscato d’Asti dell’ultima vendemmia della cantina Cascina delle Rocche di Moncucco e un Moscato d’Asti del 2023 della cantina Poderi Roccanera sono piaciuti al pubblico, così come le parole dei produttori, intrise di passione e di esperienza acquisita nei vigneti e in cantina: testimonianze che sono state recepite dalle tante persone intervenute, alle quali si sono offerte infine notizie che riguardano la realtà territoriale di questo tempo, che contempla prove di utilizzo dei droni sulle ripide schiene di terra dove si coltiva l’uva Moscato, e anche uno sviluppo culturale che si accosta a quello vinicolo sempre più incisivo sulle colline pavesiane.