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Nei giorni scorsi si è riunito il direttivo dell’Associazione Comuni Moscato

Si è svolta giovedì 22 gennaio, presso il Comune di Santo Stefano Belbo, la riunione del Consiglio direttivo della Associazione Comuni del Moscato, per discutere e confrontarsi sui diversi temi all’ordine del giorno: tra questi l’aggiornamento sulle iniziative che l’Associazione intende programmare e sviluppare per tornare a promuovere in modo efficace e diretto i prodotti delle nostre uve sul territorio di produzione, stimolandone il consumo. Un argomento sempre attuale e maggiormente sentito in questo periodo in cui il mercato in generale non offre dati positivi. Un nuovo progetto da svolgersi in collaborazione con il Consorzio di Tutela dell’Asti e del Moscato d’Asti, di cui si è già parlato nei mesi scorsi in occasione di precedenti incontri.

L’intento è di forzare una sensibilità diffusa che, in particolare nei diversi locali dell’area di produzione, non sta elevando e proponendo l’Asti e il Moscato d’Asti come vini simbolo di un territorio a cui sono storicamente legati; con questa nuova operazione si vuole ricercare una diffusione capillare del prodotto che può compiersi anche attraverso la mixology, coinvolgendo allo scopo operatori, commercianti, sommelier e bartender per formare e strutturare diverse proposte da rivolgere al pubblico; inoltre, la collaborazione di chef, maestri della pizza e dei lievitati e altre figure nel ruolo di docenti di specifici corsi, può aprire nuovi percorsi per sondare il mondo gastronomico con l’ìntento di proporre le diverse tipologie dei nostri vini nei giusti abbinamenti: dall’aperitivo al dessert, ricercando innovazione e inedite proposte per il consumatore. In programma entro breve tempo due incontri nall’albese con l’Associazione Commercianti e APRO Formazione, che daranno il via all’operazione da svilupparsi nei prossimi mesi sul territorio.

In fase di valutazione invece la proposta di realizzare un tavolo tecnico che raccolga i diversi attori della filiera del Moscato d’Asti, ricercando uno strumento di confronto e di collaborazione che unisca le diverse voci rappresentative dei diversi ambiti e sodalizi che si occupano del territorio e di questa importante economia; tra gli interpreti, il Consorzio di Tutela rimane sempre in ogni caso il principale riferimento, e ogni azione che avvicini la base della filiera e cioè gli operatori agricoli (che possono sempre considerare una utile iscrizione al Consorzio stesso) così come le altre realtà all’ente di tutela, ha certamente un valore importante in una visione d’unione;

Intanto, si annuncia in arrivo la prima uscita pubblica dell’Associazione Comuni del Moscato, che sarà nuovamente ospite protagonista al Salone del Vino di Torino dove proporrà una masterclass che punterà i riflettori sul nostro vino Moscato d’Asti.