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L’Associazione Comuni del Moscato chiede attenzione ed equilibrio nelle decisioni per la vendemmia in arrivo

Per le nostre uve Moscato si sta avvicinando una vendemmia che ha ancora una volta nelle sue premesse una forte preoccupazione, vista l’attuale crisi mondiale che colpisce il mercato del vino in generale e che riguarda quindi anche l’Asti e il Moscato d’Asti, e vista la condizione che stanno vivendo i vitivinicoltori del nostro territorio, che nuovamente non hanno alcuna certezza sulle rese e sui prezzi delle uve, valori che infine probabilmente non consentiranno di avere un reddito adeguato considerando le spese sostenute: una preoccupazione che si registra a ogni livello e che nell’ultimo periodo ha sollevato discussioni ed è stata posta al centro dell’attenzione dai media e in diversi contesti.

Una situazione che ha spinto l’Assessorato regionale all’Agricoltura a convocare tutti gli attori del comparto per un confronto tra istituzioni e rappresentanti di ogni categoria, per approfondire le criticità, analizzare prospettive future ed eventuali misure di sostegno, mentre altri incontri sono previsti sul territorio.

In questo attuale contesto l’Associazione Comuni del Moscato, in rappresentanza dei 51 Comuni della denominazione, si allinea nell’evidenziare tale preoccupazione, chiedendo una presa di coscienza collettiva e una partecipazione unitaria per affrontare seriamente la situazione che sta vivendo il comparto, raccomandando attenzione ed equilibrio nel valutare le decisioni nelle sedi preposte, ad iniziare dal Consorzio di tutela di riferimento, relativamente in particolare alle rese della vendemmia 2026.

Per il suo valore economico, storico e rappresentativo, la produzione va mantenuta e non ridotta, e vanno salvaguardate anche quelle aree cha hanno caratteri “eroici” e che per l’Unesco hanno un grande valore paesaggistico; l’Asti e il Moscato d’Asti vanno venduti e l’industria, che ha in mano i grandi numeri, deve investire considerando anche questi valori, i valori di un territorio.

Campagne promozionali per le quali si sono impegnate notevoli risorse non hanno avuto i riscontri sperati, probabilmente perché mancano di continuità e di efficacia, ma l’impressione è che manchi invece un interessamento costante, un coinvolgimento, una partecipazione e un trasporto che dovrebbe far muovere il comparto in modo naturale sulla giusta strada.

E ciò che continua a mancare e di cui il comparto ha necessità è una gestione condivisa delle questioni, affrontata da un corpo unico rappresentativo di ogni area (vedi la vecchia “paritetica”) che mantenga una costante attenzione su una realtà che ha grande valore per l’economia e l’esportazione, nonostante l’attuale periodo negativo; e in questo contesto ognuno deve impegnarsi a fare la propria parte per evitare di arrivare a momenti come quello che stiamo vivendo.

L’Associazione Comuni del Moscato è vicina ai produttori di vino e di uve che operano sul territorio, e si rende partecipe a difendere il valore del loro lavoro in ogni occasione di confronto, mentre continua nel suo progetto di rivalorizzazione dei nostri vini in particolare sul territorio di produzione, per cui presto inzieranno ad articolarsi programmi ed eventi.